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Maria Nella Bottega d'un Falegname - Fabrizio De André.lrc

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[00:00.000] 作词 : Fabrizio De André
[00:01.000] 作曲 : Fabrizio De André/Gian Piero Reverberi
[00:03.170]Maria:
[00:05.640]"Falegname col martello
[00:07.760]perché fai den den?
[00:10.040]Con la pialla su quel legno
[00:12.580]perché fai fren fren?
[00:14.960]Costruisci le stampelle
[00:17.530]per chi in guerra andò?
[00:20.190]Dalla Nubia sulle mani
[00:22.660]a casa ritornò?"
[00:26.490]Il falegname:
[00:29.140]"Mio martello non colpisce,
[00:32.070]pialla mia non taglia
[00:33.970]per foggiare gambe nuove
[00:36.280]a chi le offrì in battaglia,
[00:38.800]ma tre croci, due per chi
[00:41.260]disertò per rubare,
[00:43.760]la più grande per chi guerra
[00:46.270]insegnò a disertare".
[00:50.410]La gente:
[00:52.930]"Alle tempie addormentate
[00:55.020]di questa città
[00:57.420]pulsa il cuore di un martello,
[01:00.310]quando smetterà?
[01:02.240]Falegname, su quel legno,
[01:04.450]quanti corpi ormai,
[01:06.900]quanto ancora con la pialla
[01:09.190]lo assottiglierai?"
[01:37.000]Maria:
[01:40.360]"Alle piaghe, alle ferite
[01:42.740]che sul legno fai,
[01:45.250]falegname su quei tagli
[01:47.490]manca il sangue, ormai,
[01:49.900]perché spieghino da soli,
[01:52.360]con le loro voci,
[01:54.990]quali volti sbiancheranno
[01:57.460]sopra le tue croci".
[02:03.280]Il falegname:
[02:04.210]"Questi ceppi che han portato
[02:06.300]perché il mio sudore
[02:08.920]li trasformi nell'immagine
[02:11.720]di tre dolori,
[02:13.700]vedran lacrime di Dimaco
[02:16.640]e di Tito al ciglio
[02:18.950]il più grande che tu guardi
[02:21.510]abbraccerà tuo figlio".
[02:26.060]La gente:
[02:28.070]"Dalla strada alla montagna
[02:30.150]sale il tuo den den
[02:32.410]ogni valle di Giordania
[02:34.900]impara il tuo fren fren;
[02:37.010]qualche gruppo di dolore
[02:39.380]muove il passo inquieto,
[02:41.590]altri aspettan di far bere
[02:43.990]a quelle seti aceto".
文本歌词
作词 : Fabrizio De André
作曲 : Fabrizio De André/Gian Piero Reverberi
Maria:
"Falegname col martello
perché fai den den?
Con la pialla su quel legno
perché fai fren fren?
Costruisci le stampelle
per chi in guerra andò?
Dalla Nubia sulle mani
a casa ritornò?"
Il falegname:
"Mio martello non colpisce,
pialla mia non taglia
per foggiare gambe nuove
a chi le offrì in battaglia,
ma tre croci, due per chi
disertò per rubare,
la più grande per chi guerra
insegnò a disertare".
La gente:
"Alle tempie addormentate
di questa città
pulsa il cuore di un martello,
quando smetterà?
Falegname, su quel legno,
quanti corpi ormai,
quanto ancora con la pialla
lo assottiglierai?"
Maria:
"Alle piaghe, alle ferite
che sul legno fai,
falegname su quei tagli
manca il sangue, ormai,
perché spieghino da soli,
con le loro voci,
quali volti sbiancheranno
sopra le tue croci".
Il falegname:
"Questi ceppi che han portato
perché il mio sudore
li trasformi nell'immagine
di tre dolori,
vedran lacrime di Dimaco
e di Tito al ciglio
il più grande che tu guardi
abbraccerà tuo figlio".
La gente:
"Dalla strada alla montagna
sale il tuo den den
ogni valle di Giordania
impara il tuo fren fren;
qualche gruppo di dolore
muove il passo inquieto,
altri aspettan di far bere
a quelle seti aceto".