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Pagliacci: No, Pagliacco non son (Act II) (Canio/Coro/Silvio/Nedda/Tonio/Beppe) - Franco Corelli.lrc

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[00:03.472]CANIO: No, Pagliaccio non son;
[00:09.210]Se il viso è pallido
[00:13.052]È di vergogna e smania di vendetta!
[00:22.294]L’uom riprende i suoi dritti,
[00:27.224]E il cor che sanguina vuol sangue
[00:31.924]A lavar l’onta, o maledetta!
[00:44.763]No, Pagliaccio non son!
[00:51.417]Son quei che stolido
[00:56.161]Ti raccolse orfanella in su la via
[01:05.376]Quasi morta di fame,
[01:09.201]E un nome offriati
[01:13.287]Ed un amor ch’era febbre e follia!
[01:23.166]DONNE: Comare, mi fa piangere!
[01:28.082]Par vera questa scena!
[01:30.808]UOMINI: Zitte laggiù!
[01:32.181]Che diamine!
[01:33.567]SILVIO: Io mi ritengo appena!
[01:41.956]CANIO: Sperai, tanto il delirio
[01:48.812]Accecato m’aveva,
[01:55.547]Se non amor, pietà, mercè!
[02:03.208]Ed ogni sacrifizio
[02:06.546]Al cor, lieto, imponeva,
[02:12.820]E fidente credeva
[02:19.460]Più che in Dio stesso, in te!
[02:26.334]Ma il vizio alberga sol
[02:28.716]Nell’alma tua negletta:
[02:32.383]Tu viscere non hai,
[02:34.286]Sol legge è ‘l senso a te;
[02:39.612]Va, non merti il mio duol,
[02:44.410]O meretrice abbietta,
[02:52.504]Vo’ nello sprezzo mio
[02:55.200]Schiacciarti sotto i piè!
[03:03.323]LA FOLLA: Bravo!
[03:04.673]NEDDA: Ebben, se mi giudichi
[03:09.823]Di te indegna, mi scaccia in questo istante.
[03:15.800]CANIO: Ah, ah! Di meglio chiedere
[03:19.710]Non dêi che correr tosto al caro amante.
[03:23.458]Sei furba! No, per Dio, tu resterai
[03:29.012]E ‘l nome del tuo ganzo mi dirai.
文本歌词
CANIO: No, Pagliaccio non son;
Se il viso è pallido
È di vergogna e smania di vendetta!
L’uom riprende i suoi dritti,
E il cor che sanguina vuol sangue
A lavar l’onta, o maledetta!
No, Pagliaccio non son!
Son quei che stolido
Ti raccolse orfanella in su la via
Quasi morta di fame,
E un nome offriati
Ed un amor ch’era febbre e follia!
DONNE: Comare, mi fa piangere!
Par vera questa scena!
UOMINI: Zitte laggiù!
Che diamine!
SILVIO: Io mi ritengo appena!
CANIO: Sperai, tanto il delirio
Accecato m’aveva,
Se non amor, pietà, mercè!
Ed ogni sacrifizio
Al cor, lieto, imponeva,
E fidente credeva
Più che in Dio stesso, in te!
Ma il vizio alberga sol
Nell’alma tua negletta:
Tu viscere non hai,
Sol legge è ‘l senso a te;
Va, non merti il mio duol,
O meretrice abbietta,
Vo’ nello sprezzo mio
Schiacciarti sotto i piè!
LA FOLLA: Bravo!
NEDDA: Ebben, se mi giudichi
Di te indegna, mi scaccia in questo istante.
CANIO: Ah, ah! Di meglio chiedere
Non dêi che correr tosto al caro amante.
Sei furba! No, per Dio, tu resterai
E ‘l nome del tuo ganzo mi dirai.